di

Michael Immovilli

Come organizziamo davvero le pulizie tra check-out e check-in: biancheria, keybox, controlli tecnici, foto finali e imprevisti durante il turnover.

Tra un check-out e il check-in successivo non c’è soltanto una pulizia. Nei nostri appartamenti la finestra tipica è dalle 10:00 alle 16:00: in quelle ore bisogna pulire, cambiare la biancheria, ripristinare le dotazioni e capire se qualcosa si è rotto prima che lo scopra il nuovo ospite.

Il turnover parte dall’accesso all’appartamento

La prima condizione è banale ma decisiva: chi pulisce deve poter entrare. Quando l’ospite lascia le chiavi in keybox, l’impresa può lavorare senza dipendere da consegne manuali.

Un caso reale: abbiamo autorizzato degli ospiti a lasciare i bagagli nell’appartamento fino alle 14. Per non bloccare la pulizia abbiamo chiesto di lasciare comunque le chiavi nella keybox. L’agenzia poteva così entrare e gli ospiti rientrare successivamente con lo stesso accesso digitale.

La nostra checklist non contiene solo “pulire”

Ogni struttura ha particolarità diverse, ma nel turnover controlliamo almeno:

  • letti e biancheria corretti per la capienza prevista;
  • asciugamani e consumabili;
  • bagno, cucina e superfici;
  • luci, prese e principali elettrodomestici;
  • serrature, keybox e mazzi di chiavi;
  • eventuali perdite o umidità anomale;
  • ventilatori o climatizzazione nei periodi caldi;
  • Wi-Fi e informazioni visibili all’ospite.

Perché chiediamo segnalazioni, non solo foto belle

Le foto finali servono, ma non devono diventare una formalità. Se sotto una lavastoviglie c’è umidità, se un ventilatore ha la base rotta o se una maniglia della cucina si muove, ci interessa saperlo subito anche se la casa nel complesso appare pulita.

Il turnover è il momento migliore per intercettare questi problemi perché l’appartamento è vuoto e c’è ancora tempo per decidere se intervenire prima dell’arrivo.

Un problema tecnico trovato tra due soggiorni vale più di una pulizia perfetta

In un appartamento abbiamo avuto una lavastoviglie che non si accendeva, con acqua all’interno e umidità sotto l’elettrodomestico. In una situazione del genere la priorità non è “farla sembrare pulita”: è non usarla, documentare il problema e verificare se esiste una perdita.

Questo è il motivo per cui separare completamente pulizie e manutenzione è rischioso. La persona che entra per prima dopo il check-out è spesso quella che può scoprire il guasto.

Biancheria: il problema non è solo averla, ma averla al momento giusto

Lavanderia, quantità di set e tempi di consegna devono essere sincronizzati con le prenotazioni. Un appartamento pronto ma senza il set corretto di lenzuola o asciugamani non è realmente pronto.

Per questo trattiamo la lavanderia come parte del turnover e non come un servizio separato dal calendario.

Quanto costano le pulizie?

Non esiste un prezzo unico affidabile. Incidono metratura, numero di letti, quantità di bagni, lavanderia, logistica e frequenza dei cambi. Inoltre bisogna distinguere il costo pagato all’impresa dal modo in cui la voce pulizie viene incorporata nel prezzo della prenotazione.

La domanda utile non è solo “quanto costa una pulizia?”, ma quanto costa rendere l’appartamento realmente pronto per il prossimo ospite?

Gli errori che cerchiamo di evitare

  • impresa senza accesso;
  • chiavi lasciate all’interno;
  • biancheria insufficiente;
  • consumabili terminati;
  • piccoli guasti ignorati;
  • foto finali senza segnalazioni;
  • arrivo del nuovo ospite mentre il turnover è ancora in corso.

Owner Value non offre un servizio autonomo di sole pulizie: nella Gestione Completa coordiniamo pulizie, lavanderia, accessi e controlli insieme al resto dell’operatività.

Ti è stato utile? Aggiungi Owner Value alle tue fonti preferite: Google ti mostrerà più spesso i nostri contenuti.

Aggiungi alle fonti preferite