Dal 27 settembre 2026 non si potrà più scrivere "casa eco-sostenibile", "soggiorno a impatto zero" o "alloggio green" in un annuncio di affitto breve, a meno di poterlo dimostrare con una certificazione riconosciuta. Vale per Airbnb, Booking, il sito diretto, i social e persino il welcome book. La norma è il D.Lgs. 30/2026, che recepisce la direttiva europea 2024/825 (Empowering Consumers for the Green Transition), ed è già in vigore: quella data segna solo la fine del periodo transitorio, dopo il quale i controlli diventano pienamente operativi.
Il decreto è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 9 marzo 2026 ed è entrato in vigore il 24 marzo 2026. Il legislatore ha però previsto una finestra di adeguamento per le imprese, che si chiude il 27 settembre 2026: da quella data le regole si applicano a tutte le comunicazioni commerciali, senza eccezioni.
Il principio di fondo non è nuovo, ma finalmente ha uno strumento sanzionatorio concreto: un'affermazione ambientale deve essere chiara, specifica e verificabile. Non basta "sentirsi" sostenibili, va dimostrato.
La norma non pubblica una lista di parole proibite: colpisce le affermazioni ambientali generiche, quelle che promettono un beneficio per l'ambiente senza una prova dietro. Sono queste le formule che, da fine settembre 2026, non puoi più usare in un annuncio se non le sai dimostrare con un dato o con una certificazione riconosciuta:
Il tema ambientale non è vietato: è vietato che chi legge non possa verificarlo. Restano legittime le affermazioni specifiche e controllabili, perché sono fatti e non slogan: "impianto fotovoltaico installato nel 2024", "riscaldamento con pompa di calore", "caldaia a condensazione classe A", "raccolta differenziata attiva con contenitori in casa".
Sì, e qui sta il punto che molti host sottovalutano: la norma non guarda dove si trova l'immobile, ma a chi è rivolto l'annuncio. Se il tuo alloggio a Genova, alle Cinque Terre o in Riviera è visibile a consumatori europei — quindi qualunque annuncio Airbnb o Booking in italiano o in inglese — sei soggetto alla stessa disciplina di un grande gruppo alberghiero. Non conta la dimensione della struttura: conta il claim che scrivi.
Questo significa rileggere con occhio diverso frasi che in Liguria si usano spesso quasi per abitudine: "vista mare a basso impatto", "gestione eco-consapevole dell'appartamento", "materiali naturali del territorio". Se non c'è nulla di verificabile dietro, da fine settembre 2026 sono claim a rischio, non semplice linguaggio promozionale.
Le pratiche commerciali ambientali scorrette rientrano nella disciplina generale sulle pratiche commerciali sleali, con conseguenze che vanno ben oltre un annuncio segnalato:
Per un host singolo con pochi immobili i numeri assoluti delle sanzioni difficilmente saranno quelli di una multinazionale, ma il meccanismo (proporzionale al fatturato) e soprattutto il danno di reputazione — un annuncio sospeso o segnalato pubblicamente — restano un rischio concreto, non teorico.
Per la prima passata non serve un consulente. Bastano trenta minuti e questo elenco:
No. Il problema non è la parola in sé, ma l'assenza di prova dietro. Puoi continuare a descrivere azioni concrete e verificabili (es. "impianto fotovoltaico installato nel 2024", "acqua calda da pompa di calore"): sono dati, non affermazioni generiche, e restano perfettamente legittimi.
Fino al 27 settembre 2026 sei nella finestra di adeguamento, ma conviene non aspettare l'ultimo giorno: rivedi la descrizione ora, mentre non c'è pressione, invece di doverlo fare sotto una segnalazione.
La norma si applica a chiunque faccia comunicazione commerciale verso consumatori, indipendentemente dalla dimensione dell'attività: un host privato con un solo annuncio rientra nella stessa disciplina di una grande catena.
Descrivi l'azione concreta, non l'etichetta: quanti anni ha l'impianto, cosa hai eliminato o sostituito, quale certificazione hai ottenuto e da chi è rilasciata. Più il claim è specifico e verificabile, più è al sicuro dalla norma — ed è anche, semplicemente, più credibile per chi legge.
Tra CIN, Alloggiati Web, imposta di soggiorno e ora anche i claim ambientali negli annunci, la parte normativa degli affitti brevi si sta allargando più in fretta di quanto molti proprietari riescano a monitorare da soli. Se gestisci il tuo immobile a Genova o in Liguria e vuoi una revisione degli annunci — o semplicemente non vuoi più rincorrere ogni nuova norma — Owner Value se ne occupa al posto tuo, come parte della gestione completa. Contattaci per una valutazione senza impegno.
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