di
Simone Lazzerini
L’home staging non serve in tutti gli appartamenti. Prima di proporre acquisti o modifiche, valutiamo la casa insieme al proprietario e cerchiamo di capire cosa sta realmente limitando presentazione, funzionalità o qualità delle fotografie.
Quando riteniamo che l’immobile abbia bisogno di un intervento, gestiamo internamente tutto il processo: dal confronto iniziale fino all’acquisto e all’allestimento degli elementi approvati.
Il primo passaggio non è comprare arredamento. Guardiamo ciò che esiste già e distinguiamo ciò che può essere mantenuto da ciò che va migliorato.
Controlliamo soprattutto funzionalità degli spazi, coerenza degli arredi, tessili, illuminazione, punti deboli che emergerebbero nelle fotografie e dotazioni che possono incidere sul soggiorno.
Prima di preparare la proposta concordiamo con il proprietario quanto ha senso investire. Questo evita di creare una lista ideale scollegata dall’obiettivo economico dell’immobile.
Un intervento può essere molto leggero, per esempio tessili, lampade e pochi elementi decorativi, oppure più ampio se mancano mobili o dotazioni importanti.
Una volta definito il budget selezioniamo gli elementi che riteniamo utili e prepariamo una lista di potenziali acquisti. Non partiamo dalla decorazione fine a se stessa: la priorità è ciò che migliora contemporaneamente funzionalità, fotografie e gestione quotidiana.
La lista può comprendere, a seconda dell’immobile, tessili, copriletti, cuscini, illuminazione, sedute, tavoli, piccoli complementi o sostituzioni di elementi che rendono lo spazio poco coerente.
La proposta viene condivisa con il proprietario. Gli acquisti vengono effettuati soltanto dopo la conferma, così budget e scelte restano trasparenti.
Questo passaggio è importante anche perché l’home staging deve migliorare l’immobile senza trasformarlo in qualcosa che il proprietario non riconosce o non vuole mantenere nel tempo.
Non sempre questa fase è semplice. Ci è capitato di prendere in gestione appartamenti di proprietari che arrivavano da brutte esperienze con gestori precedenti e non volevano più spendere altri soldi sull’immobile. Dal loro punto di vista era comprensibile: avevano già investito senza vedere i risultati promessi.
In alcuni casi abbiamo dovuto insistere un po’ di più, spiegando che non si trattava di “abbellire” la casa per gusto personale. Alcuni interventi erano necessari perché, nello stato in cui si trovava, l’appartamento non sarebbe stato abbastanza competitivo e spendibile sul mercato degli affitti brevi.
In qualche situazione siamo arrivati anche ad anticipare noi alcuni costi pur di poter portare l’immobile a uno standard minimo adeguato prima della pubblicazione. Una volta deciso di prendere un appartamento in gestione, per noi non avrebbe avuto senso pubblicarlo così com’era sapendo già che presentazione, dotazioni o arredamento ne avrebbero limitato la performance.
È anche per questo che preferiamo discutere subito con il proprietario cosa è davvero necessario e cosa invece può aspettare: meglio pochi interventi mirati che una lista lunga di acquisti senza priorità.
Dopo l’approvazione non lasciamo al proprietario una semplice shopping list. Procediamo direttamente con gli acquisti e con l’allestimento dell’appartamento.
In questo modo possiamo verificare sul posto proporzioni, abbinamenti e disposizione finale prima delle fotografie e della pubblicazione dell’annuncio.
In un appartamento con camere quasi completamente bianche abbiamo ragionato su come aggiungere colore mantenendo la biancheria principale bianca e standardizzata. La soluzione è lavorare con copriletti e cuscini colorati, che danno profondità alle fotografie senza complicare il ricambio di lenzuola e asciugamani.
In uno spazio su soppalco con pavimento marrone scuro, invece, la scelta dei tessili deve creare contrasto senza rendere la stanza visivamente più pesante. È il tipo di decisione che preferiamo prendere vedendo l’ambiente nel suo insieme e non scegliendo singoli prodotti isolati.
Se un appartamento ha una maniglia rotta, un ventilatore instabile, una doccia poco pratica o una luce insufficiente, non ha senso nascondere il problema dietro nuovi cuscini.
Per questo distinguiamo tra:
Se il limite dell’immobile è un bagno molto datato, una distribuzione degli spazi poco funzionale, impianti da rifare o finiture deteriorate, qualche acquisto non risolve il problema.
In questi casi valutiamo separatamente un intervento di ristrutturazione a Genova.
Non cerchiamo di trasformare ogni appartamento in una casa da rivista. L’obiettivo è renderlo coerente, funzionale, riconoscibile nelle fotografie e semplice da mantenere durante la gestione.
Quando l’home staging è utile, il proprietario partecipa alle decisioni economiche e noi ci occupiamo della parte operativa: analisi, selezione, acquisto e allestimento.
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