Ricevuta per affitti brevi: quando serve, marca da bollo da 2 €, dati da inserire e modello per privati, Airbnb, Booking e Partita IVA.

Ricevuta per affitti brevi: la risposta in breve

Se affitti da privato con una locazione turistica non imprenditoriale (art. 4 D.L. 50/2017, cedolare secca), non sei obbligato a emettere una ricevuta fiscale: non stai fatturando un servizio commerciale, stai incassando un canone di locazione. Se invece operi con Partita IVA — B&B, casa vacanze in forma imprenditoriale, affittacamere, o gestisci più di due immobili dove scatta la presunzione d'impresa — la fattura elettronica è obbligatoria per ogni prenotazione.

Detto questo, anche chi non è obbligato spesso ha buoni motivi per rilasciare comunque un documento di cortesia. Vediamo caso per caso, con un modello pratico e l'angolo specifico per chi affitta a Genova e in Liguria.

Chi deve emettere una ricevuta e chi no

Host privati in cedolare secca (locazione turistica ex art. 4 D.L. 50/2017)

Se affitti un appartamento per brevi periodi come privato, senza Partita IVA, tassando i ricavi in cedolare secca al 21% (un immobile a scelta) o 26% (dal secondo), il rapporto con l'ospite è un contratto di locazione, non una prestazione di servizi commerciale. Per questo motivo non hai l'obbligo di emettere ricevuta fiscale, scontrino o fattura. Puoi comunque rilasciare una ricevuta non fiscale (una semplice attestazione di pagamento) se l'ospite la richiede.

B&B, case vacanze e affittacamere con Partita IVA

Se operi in forma imprenditoriale — B&B, casa vacanze gestita con Partita IVA, affittacamere — ogni incasso va documentato con fattura elettronica (o corrispettivo telematico, a seconda del regime), esattamente come qualsiasi altra attività commerciale. Questo vale anche nel regime forfettario: cambia il trattamento IVA (di norma esente, con la dicitura di legge), ma il documento fiscale resta obbligatorio.

Chi affitta tramite Airbnb o Booking: chi emette cosa

Le piattaforme fatturano a te le proprie commissioni di intermediazione (con o senza IVA a seconda che tu abbia Partita IVA, come spiegato nella nostra guida alle commissioni Booking 2026). Ma il documento verso l'ospite per il soggiorno — obbligatorio o meno a seconda del tuo regime — resta sempre responsabilità tua, non della piattaforma.

Dal 2026 la soglia si abbassa: attenzione a chi ha più immobili

La Legge di Bilancio 2026 ha ridotto da quattro a due il numero massimo di immobili gestibili in forma privata con cedolare secca: dal terzo immobile in locazione breve scatta la presunzione di attività d'impresa, con obbligo di Partita IVA e quindi di fatturazione elettronica su tutti gli incassi. Ne parliamo nel dettaglio nel nostro approfondimento su presunzione d'impresa dalla terza proprietà. Se gestisci due o più appartamenti a Genova, verifica sempre in quale fascia rientri prima di decidere se e come documentare gli incassi.

Perché conviene emettere comunque una ricevuta, anche se non è obbligatoria

Anche i privati in cedolare secca hanno almeno quattro buoni motivi pratici per farlo:

  • Trasparenza con l'ospite — soprattutto se il pagamento è avvenuto in più tranche (caparra + saldo) o parzialmente fuori piattaforma.
  • Rimborsi spese di lavoro — molti ospiti in viaggio d'affari chiedono un documento da allegare alla nota spese aziendale. Una ricevuta di cortesia, anche non fiscale, spesso basta.
  • Prova in caso di contestazioni — con l'ospite, con la piattaforma o in sede di controllo, avere traccia scritta di importo e causale evita discussioni.
  • Coerenza con la tracciabilità dei pagamenti — la normativa richiede che gli incassi da locazione turistica siano tracciabili (bonifico, carta, assegno, piattaforme): una ricevuta interna aiuta a tenere quadrati i conti con quanto dichiari a fine anno.

Cosa scrivere in una ricevuta di cortesia per affitti brevi

Non esiste un modello fiscale obbligatorio perché, per il privato, non è un documento fiscale. Per essere utile e credibile deve però contenere almeno questi dati:

Dato
Indicazione pratica
Numero e data
Numero progressivo facoltativo e data di rilascio.
Dati del locatore
Nome e cognome, codice fiscale e indirizzo.
Dati dell’ospite
Nome e cognome; indirizzo se utile per la nota spese.
Immobile
Indirizzo dell’alloggio. Il CIN può essere aggiunto, ma non è obbligatorio sulla quietanza.
Periodo del soggiorno
Date di check-in e check-out e numero di notti.
Importi
Canone, eventuali somme accessorie e imposta di soggiorno riscossa direttamente, indicati separatamente.
Pagamento
Modalità e data del pagamento.
Chiusura
Dichiarazione di quietanza e firma del locatore.

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L'imposta di soggiorno va indicata separatamente

A Genova, dal 2026 l'imposta di soggiorno è di 4€ a notte per persona per B&B e case vacanze e 5€ per gli Appartamenti Ammobiliati ad Uso Turistico (AAUT) in centro storico (dettagli e riduzioni per municipio nella nostra guida all'imposta di soggiorno 2026). Indicarla come voce separata nella ricevuta, invece di sommarla al canone, rende più semplice sia per te che per l'ospite verificare che sia stata versata correttamente.

Cosa cambia con la Partita IVA, anche in regime forfettario

Con Partita IVA la fattura elettronica non è facoltativa: va emessa per ogni prenotazione tramite Sistema di Interscambio (SDI), anche se il regime forfettario esonera dall'addebito dell'IVA in fattura. Come spiegato nella nostra guida alla cedolare secca 2026, la scelta tra cedolare secca e Partita IVA dipende soprattutto dal volume di prenotazioni e dal numero di immobili gestiti: sopra una certa soglia, gestire fatturazione e IVA in modo professionale diventa più conveniente che rincorrere gli adempimenti da soli.

I rischi di una gestione approssimativa degli incassi

Anche se la ricevuta in sé non è obbligatoria per il privato, gli incassi da locazione breve devono comunque essere tracciabili e dichiarati correttamente. Le sanzioni per omessa o infedele dichiarazione dei redditi da cedolare secca vanno dal 120% al 240% dell'imposta dovuta, con un minimo di 250-500 euro per violazione. Tenere una ricevuta per ogni prenotazione, anche solo per uso interno, è il modo più semplice per arrivare alla dichiarazione dei redditi con i conti già in ordine.

Come Owner Value gestisce la documentazione per te

Nella nostra gestione completa degli affitti brevi a Genova includiamo anche questo: registriamo ogni incasso, prepariamo la documentazione per l'ospite quando richiesta, teniamo separata l'imposta di soggiorno e ti consegniamo un rendiconto chiaro, pronto per il commercialista a fine anno. Non devi ricordarti tu quale documento serve in quale caso.

Owner Value è l'agenzia di gestione affitti brevi a Genova

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Domande frequenti

La ricevuta per affitti brevi è obbligatoria?

No, non per i privati che affittano in locazione turistica non imprenditoriale con cedolare secca. È invece obbligatoria (fattura elettronica) per chi opera con Partita IVA, anche in regime forfettario.

Devo emettere fattura se affitto su Airbnb o Booking da privato?

No. Le piattaforme fatturano a te le loro commissioni, ma tu, come privato in cedolare secca, non fatturi nulla all'ospite. Puoi rilasciare una ricevuta non fiscale se richiesta.

Cosa scrivo se l'ospite mi chiede una ricevuta per motivi di lavoro?

Una ricevuta di cortesia con i dati essenziali (host, CIN, ospite, periodo, importo, dicitura "non fiscale") è generalmente sufficiente. Non puoi emettere una fattura se non hai Partita IVA.

Mi serve la ricevuta per la dichiarazione dei redditi?

Non è un documento obbligatorio da allegare, ma tenerne traccia per ogni prenotazione ti aiuta a ricostruire gli incassi annui in modo preciso quando prepari la dichiarazione con cedolare secca.

Cambia qualcosa se gestisco tre o più immobili?

Sì. Dal 2026 la gestione di tre o più immobili in locazione breve fa scattare la presunzione di attività d'impresa: servono Partita IVA e fattura elettronica per ogni incasso, non più la semplice ricevuta facoltativa.

La ricevuta include anche l'imposta di soggiorno?

Conviene indicarla come voce separata dal canone di locazione, specificando l'importo per notte e per ospite applicato dal Comune.

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