Airbnb sta testando un direct booking link che riduce la commissione host al 6% o al 10% quando è l’host a portare il cliente. Il nome, però, può trarre in inganno: l’ospite clicca un link condiviso dall’host, ma prenotazione, pagamento e checkout restano su Airbnb.
Il pilot è emerso a fine agosto 2026 su account selezionati. Skift ha riportato messaggi inviati agli host con l’invito “Share your link, get a lower fee” e la disponibilità dei link nel Listing editor. PhocusWire ha sottolineato il punto decisivo: la domanda può essere generata dall’host, ma la transazione resta dentro Airbnb.
È proprio questa distinzione a rendere il test interessante per chi gestisce professionalmente affitti brevi.
Il meccanismo riportato dagli host coinvolti è semplice:
Skift riporta inoltre che le prenotazioni generate dal link mantengono i normali elementi del percorso Airbnb, comprese le protezioni previste dalla piattaforma. Cambia quindi il prezzo del canale per l’host, non il luogo in cui avviene la prenotazione.
Nel settore hospitality, per prenotazione diretta si intende normalmente una prenotazione conclusa su un canale controllato dalla struttura o dal gestore, senza che una OTA resti intermediaria della transazione.
Con il direct booking link Airbnb, invece:
Per questo è più preciso definirlo un link Airbnb a commissione ridotta per domanda generata dall’host. Non è il proprio booking engine e non trasforma Airbnb in un canale diretto.
Il test arriva mentre Airbnb sta ampliando il modello a commissione unica pagata dall’host. Nella documentazione ufficiale sui costi del servizio Airbnb, la single fee è indicata normalmente al 15,5% per molti host, con variazioni possibili in base al mercato e alla configurazione dell’account.
Abbiamo analizzato separatamente il passaggio alla single fee nella guida sulle commissioni Airbnb al 15,5%, così i due contenuti restano complementari e non si cannibalizzano.
Le due mosse seguono la stessa logica economica: Airbnb può chiedere la commissione piena quando genera la domanda e accettare una commissione più bassa quando il cliente è stato acquisito dall’host.
Su una prenotazione da 1.000 €, guardando soltanto la commissione nominale:
La differenza tra 15,5% e 6% è quindi di 95 € ogni 1.000 € di prenotato.
Per alcuni soggetti italiani bisogna poi considerare anche il trattamento IVA della fattura estera. Quando l’IVA assolta con reverse charge non è detraibile, il costo economico può essere più alto della sola commissione nominale: 155 € possono diventare circa 189,10 €, mentre 60 € possono diventare circa 73,20 €.
Il trattamento dipende dalla posizione fiscale del soggetto che riceve la fattura. Il tema è approfondito nella guida sull’IVA e reverse charge sulle commissioni Airbnb e Booking: questi importi non vanno applicati automaticamente a ogni host.
Una prenotazione sul proprio sito non paga una commissione OTA del 15,5%, 10% o 6%. Restano comunque i costi tecnici del canale: booking engine, gateway di pagamento, eventuale antifrode, assistenza e infrastruttura.
Per questo dire “prenotazione diretta = 0%” è impreciso. La formulazione corretta è: zero commissione OTA, ma non necessariamente zero costi.
La differenza strategica è che il canale diretto è un asset proprio. Il traffico arriva sul sito del gestore o della struttura, il brand resta al centro e la relazione commerciale non nasce dentro una OTA.
Owner Value utilizza già un canale di prenotazione diretta per gli appartamenti gestiti, affiancandolo ad Airbnb e Booking invece di trattare i canali come alternative ideologiche.
Il test rende visibile una distinzione che spesso resta nascosta dentro la commissione OTA.
Se il cliente ha scoperto l’alloggio cercando su Airbnb, la piattaforma ha generato domanda e conversione. Se invece il cliente arriva da Instagram, newsletter, passaparola, traffico organico sul nome della struttura o campagne pagate dal gestore, il costo di acquisizione è già stato sostenuto dall’host.
Il nuovo link sembra riconoscere proprio questo: Airbnb continua a monetizzare la transazione, ma con un take rate più basso quando non deve sostenere l’intero valore della distribuzione.
È lo stesso motivo per cui, quando confrontiamo i portali, guardiamo al netto e alla domanda generata invece di fermarci alla percentuale nominale. Il concetto è approfondito nel confronto Airbnb vs Booking.com nel 2026.
Non nel senso in cui viene spesso raccontato. Il pilot non applica una commissione Airbnb alle prenotazioni concluse sul sito dell’host. Se il cliente prenota fuori Airbnb, Airbnb resta fuori dalla transazione.
La mossa è piuttosto una difesa del proprio ruolo: se un host ha già trovato il cliente, Airbnb prova a convincerlo a concludere comunque la prenotazione sulla piattaforma offrendo una fee più bassa.
Dal punto di vista di Airbnb, incassare il 6% di una prenotazione che potrebbe avvenire altrove è meglio che incassare zero. Dal punto di vista dell’host, nasce invece una nuova alternativa da mettere a confronto con il proprio canale diretto.
Può essere una buona opzione quando:
In questi casi il 6% può essere un buon “secondo posto”: più economico della fee piena, ma ancora dentro una OTA.
Il canale diretto resta più forte quando la fiducia esiste già e il cliente è stato acquisito con risorse proprie:
In queste situazioni pagare una OTA per una domanda già acquisita può essere meno efficiente, soprattutto se sito, checkout e assistenza diretta funzionano bene.
Il direct booking link aggiunge un’altra percentuale al confronto, ma il metodo non cambia. Per ogni canale bisogna osservare almeno:
Per il confronto con l’altra grande OTA trovi anche la guida alle commissioni Booking.com 2026.
Se invece stai lavorando sulla qualità e sulla conversione dell’annuncio, trovi il servizio dedicato alla creazione e ottimizzazione dell’annuncio Airbnb.
Al momento non risulta un rollout generale del direct booking link al 6-10% per gli host italiani. Le fonti disponibili descrivono un pilot limitato ad account selezionati, con percentuali diverse tra i partecipanti.
Quindi non ha senso costruire oggi una strategia italiana contando sul 6%. Se e quando il link comparirà anche sugli account locali, le verifiche da fare saranno almeno quattro:
Il direct booking link non rende Airbnb un sito di prenotazione diretta. Rende invece più esplicito il valore economico della domanda: se il cliente lo porta l’host, Airbnb sembra disposta a trattenere meno.
Per un property manager la lezione non è “Airbnb contro il diretto”. È costruire una distribuzione in cui ogni canale viene usato per ciò che sa fare meglio e misurato sul netto reale.
Nella gestione completa degli affitti brevi a Genova Owner Value lavora proprio su questo equilibrio: OTA, pricing, distribuzione e canale diretto vengono letti insieme, non come compartimenti separati.
È un link tracciabile dell’annuncio che alcuni host selezionati possono condividere sui propri canali. Se il cliente prenota attraverso quel link, nel pilot la commissione host riportata scende al 6% o al 10%.
Sì, alcuni host coinvolti nel test hanno riportato il 6%; altri il 10%. Non esiste però un rollout generale con una percentuale unica per tutti gli host.
No. Il link porta all’annuncio Airbnb e la prenotazione viene completata sulla piattaforma.
No. Il pilot riguarda prenotazioni effettuate su Airbnb tramite lo specifico percorso tracciato. Non applica una commissione Airbnb alle prenotazioni concluse fuori dalla piattaforma.
Non risulta un rollout generale in Italia. Al 3 settembre 2026 va considerato un test limitato ad account selezionati.
Articolo aggiornato il 3 settembre 2026. Il programma è ancora in fase di test e può cambiare rapidamente.
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